Filanda Favole - Boves (CN)

studiobrunetti - Architetto Mario Brunetti

 

 

Comune di Boves - CN

FILANDA FAVOLE DI BOVES

Lavori di riqualificazione urbana ex Filanda Favole - Cittadella della letteratura per ragazzi - interventi regionali per lo sviluppo, la rivitalizzazione ed il miglioramento qualitativo di territori turistici

 

Il progetto di riqualificazione urbana della ex filanda Favole si propone – nell’ottica della conservazione delle varie fasi e stratificazioni storiche, – la rifunzionalizzazione e il recupero conservativo degli edifici di pregio storico ed architettonico che nel corso dei secoli sono stati sede dell’attività manifatturiera. La conservazione e valorizzazione architettonica dei luoghi e degli spazi di produzione, l’individuazione e la demolizione delle parti edilizie aggiunte e/o modificate con la recente ed ultima attività di allevamento avicolo, la realizzazione di nuovi corpi edilizi finalizzati a dare completezza funzionale e spaziale alla nuova destinazione d’uso di “cittadella della letteratura per ragazzi” insieme alla ricostruzione della ciminiera sono i principali temi affrontati nel progetto. L’analisi della documentazione cartografica e d’archivio, la ricostruzione del processo produttivo e dei luoghi di lavoro – risultata possibile anche dal colloquio con il titolare dell’attività della filanda, signor Favole -, lo studio delle strutture murarie, dei serramenti, degli elementi decorativi, ecc., hanno consentito di elaborare con maggior dettaglio e conoscenza la documentazione integrativa e varianti al progetto di restauro e di riutilizzo della ex filanda Favole. Lo studio dei serramenti presenti nelle varie maniche, e la successiva elaborazione dell’abaco dei serramenti esistenti – hanno preceduto l’elaborazione di ipotesi di conservazione, restauro e ricostruzione parziale o totale, sostituzione e nuova costruzione degli elementi mancanti o non presenti per ogni singola apertura. Durante l’ultimo utilizzo dei locali della filanda – adibiti ad allevamento pollame, sono state effettuate consistenti trasformazioni delle aperture esterne e dei serramenti annessi. Dalle descrizioni del processo lavorativo della filanda si è potuto individuare che molti dei locali presenti nella manica principale erano destinati allo stoccaggio dei bozzoli e della seta prima e dopo la trattatura. I locali del piano primo presenti nella manica principale nord-sud – sono stati utilizzati in epoca passata con destinazione abitativa – come si è potuto riscontrare da alcune tracce d’intonaco presenti negli strati più profondi e a contatto con la muratura di mattoni – riscontrati nell’attuale zona di sottotetto. Le lavorazioni che si svolgevano nella filanda consistevano nella preparazione dei “cuchet”, eseguita dalle donne che restavano tutto il giorno in piedi con le mani nell’acqua bollente “per tirar su i bozzoli, sbatterli e passarli alla lavorazione finale delle filere”. Il progetto di sistemazione delle facciate tiene conto delle trasformazioni che nel corso dei secoli hanno aggregato e rimodellato le diverse parti del complesso architettonico industriale nel quale coesistono parti più rappresentative e auliche e parti più utilitaristiche quali porticati e depositi. Nel progetto di variante è previsto l’inserimento di edifici di nuova costruzione localizzati al piano interrato del cortile e al piano terra lungo il perimetro est della proprietà. La nuova costruzione che è destinata a locali libreria per la divulgazione e la vendita di pubblicazioni di letteratura per ragazzi si sviluppa su due livelli – il primo sistemato al piano interrato – ha una larghezza di manica doppia che si sviluppa anche sotto il piano stradale; il secondo – posizionato al piano terra e soprastante il precedente – ha una larghezza di manica più stretta che si estende dentro i margini della proprietà, a confine con la strada. Gli spazi interni sono serviti da una scala e da un ascensore e gli ingressi sono sistemati ai vari piani – dalla piazza interna e dalla strada al piano terra. La soluzione architettonica prevede la realizzazione di una manica in linea lunga circa 76 m. in struttura di c.a. con pilastri rivestiti in blocchi di calcestruzzo splittati nei colori classici. Circa 36 m. di essa forma al piano terra i locali ad uso libreria, mentre i rimanenti 40 m. sono destinati a portico a doppia altezza. La piazza interna è caratterizzata dalla presenza della ciminiera (ricostruita) – vedasi paragrafi seguenti – raccordata a pavimento da un portico con struttura in pilastri di c.a. rivestiti in blocchi splittati in cls a vista con copertura in struttura di legno e manto in lamiera grecata di rame, come per tutte le coperture delle maniche di nuova costruzione previste nel progetto. Detto portico consente la copertura e l’accesso alla nuova scala elicoidale che si sviluppa attorno alla ciminiera collegando il piano terreno con il piano interrato – destinato a bar tavola calda, botteghe per eccellenza artigiana, spazi di deposito, libreria, uffici e relativi servizi igienici. Detti locali del piano interrato sono dimensionati per soddisfare le esigenze degli studenti impegnati durante la giornata nelle varie attività didattiche oltre che dei visitatori che fruiscono degli spazi per la visita, l’approfondimento e l’intrattenimento culturale. Il cortile interno è accessibile attraverso l’androne principale da una sequenza di due rampe che conducono dalla quota 0.00 alla quota del cortile posta in progetto a + 0.60 m. passando per la quota del pianerottolo intermedio posto a + 0.20 m. del porticato che collega i locali del Laboratorio didattico, del Foyer centro informatico e della rampa sistemata sul lato sud del porticato che conduce all’ingresso del percorso didattico posto alla quota di + 0.60. In detto atrio di acceso del percorso didattico è sistemata una scala con sei alzate affiancate da un ascensore che consente di superare senza barriere il dislivello di 0.95 m. esistente tra i due pianerottoli. Il medesimo ascensore e le rampe di scale che lo circondano consentono poi di collegare sia il piano interrato che il primo piano. L’atrio scala è coperto da quattro volte a vela sostenute sui muri laterali e su un pilastro centrale in muratura. Una delle quattro di queste volte di copertura dell’ambiente – purtroppo – deve essere demolita per dare spazio alla nuova scala, così come quella sottostante di copertura del piano interrato. Dette volte non presentano particolari decorativi o affreschi sui soffitti come risulta dalle stratigrafie e dai rilievi eseguiti. Superato il dislivello che dall’atrio conduce al pianerottolo rialzato e attraversata la porta tagliafuoco – si accede ad una passerella aperta sul piano interrato dove si sviluppa a tripla altezza la scenografia della città fantastica. A tale scopo è necessario demolire la piccola volta a botte ribassata esistente al piano primo per consentire la realizzazione della scenografia del castello immaginario dal quale si dipartono i passaggi (ponticelli) che collegano il vano scala e ascensore con gli spazi didattici. Attraversata la città fantastica si giunge allo spazio scenografico del Fabulario ricavato in due locali coperti da volte in muratura con unghie e lunette. Gli intonaci delle volte si presentano ancora in buon stato di manutenzione e verranno recuperati con opportuni lavori di restauro. Le parti basse delle pareti necessitano della rimozione dei rivestimenti in legno di recente realizzazione a cui seguirà un intervento di risistemazione degli intonaci ammalorati con l’impiego di materiali a base di calce idraulica naturale o aerea. Anche le decorazioni eventualmente presenti saranno valorizzate e conservate o coperte con pannellature in cartongesso removibile qualora si manifestassero particolari necessità di ambientazione scenografica per la didattica. Ritornati nell’atrio scala e raggiunto il piano primo, troviamo, affacciati sul pianerottolo della scala e dell’ascensore, due locali tecnici dedicati all’emergenza incendio per disabili – quali zona filtro e spazio calmo. Proseguendo attraverso le due porte REI 120 si giunge nell’ambiente dedicato al crescere sull’isola. In questi locali, utilizzati fino ad epoca recente per l’allevamento dei polli, è necessario eseguire la rimozione totale dell’intonaco sulle pareti infestate da parassiti e da sostanze organiche. Attualmente detti locali di sottotetto sono liberi da tramezzature o muri interni che furono demoliti in seguito alle varie trasformazioni funzionali dell’attività manifatturiera. Sono ancora visibili le basi dei muri perimetrali che seguivano l’andamento di quelli esistenti al piano terra. I soffitti erano coperti da solaio in legno costituito da travetti e tavolato. La distribuzione doveva avvenire mediante un disimpegno posto sopra l’attuale portico e aperto verso est con pilastri in muratura come tuttora sono riscontrabili all’interno del muro perimetrale. Nel progetto di recupero è necessario apportare alla struttura del tetto modifiche atte a migliorare la stabilità in caso di evento sismico come prescritto dalle normative vigenti che includono il Comune di Boves tra le aree a rischio. In quest’ottica è fondamentale riuscire a dare continuità di rigidezza e controventatura alle varie parti che costituiscono la struttura. La sostituzione totale della struttura del tetto esistente si rende necessaria per l’avanzato stato di degrado degli elementi lignei e per la necessità di far fronte ad opportune opere di controventatura con tiranti in acciaio e cordolo perimetrale in c.a. degli elementi finalizzate al miglioramento della resistenza antisismica. Di fatto il tetto esistente è il risultato di aggiunte e modifiche avvenute in special modo nel XIX° secolo, quando, in seguito alla regolarizzazione delle facciate si dava corso alle aggiunte degli avancorpi d’angolo del fronte principale e la conseguente modifica delle falde del tetto con la conseguente sostituzione della struttura secondaria e del manto in coppi con quella attuale in tegole marsigliesi. L’ambiente scenografico successivo – allestito nella parte centrale della manica principale dell’attuale sottotetto – è denominato bosco dell’avventura. Proprio in questo spazio didattico e scenografico saranno necessarie simulazioni realistiche di un bosco virtuale con il soffitto completamente dissimulato nella notte più fonda. Proseguendo nel percorso si giunge da le macchine del tempo per poi proseguire nel disimpegno filtro che conduce alla manica est-ovest dei portici alla quale si accede con una rampa a scivolo che ci consente di raggiungere la nuova quota del solaio di nuova costruzione posto al secondo piano. Di fianco all’ascensore è previsto uno spazio calmo e zona filtro per la sosta in sicurezza – in caso di incendio – dedicato a persone con disabilità motorie. Superato l’atrio dell’ascensore si entra nel luogo dedicato ai giganti e nani; anche qui come negli altri spazi scenografici sarà necessario creare delle pannellature rimovibili in cartongesso per staccare dalle pareti perimetrali dei vari locali le scenografie e creare i passaggi tecnici e impiantistici necessari per lo svolgimento dell’attività didattica e della sicurezza dei percorsi. L’uscita da questa scenografia dei giganti avviene sul fondo del locale dove è collocata la scala e l’ascensore che ci condurrà al piano terra nell’agorà informatica o in alternativa al piano primo (intermedio) destinato a biblioteca. In questa manica, porticata al piano terra, è prevista una struttura in acciaio indipendente dai muri perimetrali in muratura, alla quale sono appoggiate le vetrate che consentono la realizzazione delle finestrature necessarie senza intaccare in alcun modo le facciate esistenti sia sul fronte rivolto verso il cortile interno e sia sul fronte nord. Al piano terra, nell’agorà informatica, la struttura di sostegno del nuovo solaio è come per il piano primo della biblioteca, formata da pilastri e travi in acciaio e solaio in lamiera grecata zincata con soprastante caldana armata in c.a. Il salone voltato con quattro volte a vela e pilastro centrale è destinato ad attività del laboratorio didattico raggiungibile attraverso il locale foyer centro informatico o dall’esterno attraverso il portico. Dalle indagini e verifiche strutturali sulle condizioni di stabilità della ciminiera in muratura della filanda è emerso – purtroppo – l’impossibilità di mantenere e/o consolidare anche per parti detto manufatto, caratteristico e caratterizzante l’ex attività produttiva. Insostenibili quanto insormontabili vincoli e requisiti di sicurezza che dovevano essere garantiti, sia durante l’esecuzione dei lavori previsti nell’appalto che nel normale svolgimento dell’attività futura della “cittadella”, imponevano di intraprendere la demolizione della ciminiera con l’impegno e la consapevolezza che dopo la demolizione si doveva procedere alla sua ricostruzione integrale e fedele all’originale. Il tema della ciminiera e della sua ricostruzione ex novo ha imposto quindi di rivedere la sua utilizzazione finale non solo come elemento architettonico caratterizzante l’immagine dell’antica filanda, ma anche come elemento costitutivo e scenografico nel percorso didattico della cittadella. Dopo la ricostruzione la nuova ciminiera diventerà: - luogo di attività didattica con riferimenti alla letteratura per ragazzi - all’interno sono previsti dispositivi per visioni virtuali, reali e panoramiche della città di Boves, della cittadella e del panorama esterno, captate dalla sommità della ciminiera a circa trentacinque metri di altezza; - elemento di individuazione e polarizzazione diurna e notturna con l’inserimento di luci a fibre ottiche posizionate nei giunti della nuova muratura esterna; - elemento architettonico per la realizzazione di scala elicoidale di collegamento tra il piano seminterrato – adibito a locali di ristorazione e bar – con il piano terra del cortile principale; - luogo di soggiorno all’aperto coperto da portico soprastante a protezione della scala elicoidale. I locali del piano terra sono a doppia altezza con struttura del tetto a vista e tamponamenti verso via in muratura isolante in blocchi di cls a vista, mentre verso cortile sono interamente vetrati. Un ponte porticato collega le due parti del cortile tagliate dalla piazza ribassata già prevista nel progetto iniziale. Con questo nuovo inserimento si è voluto ricostituire la memoria della vecchia manica lunga circa 100 m. dove veniva svolta la trattatura dei bozzoli, in seguito demolita a causa del degrado che aveva subito durante la trasformazione in locali per l’allevamento dei polli. L’ala-ponte svolge la funzione di cerniera di collegamento tra l’ingresso al complesso dalla via pubblica attraverso il portico e tutti gli spazi e attività contenuti nella nuova edificazione e nell’edificio esistente della vecchia filanda. Le sue dimensioni di circa 26 m. di lunghezza per circa 10 m. di larghezza consentono, con il portico ad esso collegato, l’allestimento di fiere campionarie e mercati per l’artigianato di eccellenza già presenti con i negozi e le botteghe al piano interrato. La sua ampia copertura risulta fondamentale durante la stagione autunnale e invernale per accogliere le comitive di studenti che giungeranno alla cittadella per svolgere stage giornalieri. Nel periodo estivo garantirà ampie zone di protezione dal soleggiamento solare. L’asse diagonale – formato dal taglio della piazza ribassata – costituisce l’ingresso principale per l’accesso veicolare al cortile posto alla quota di + 0.60 m. Con un lato alberato detto viale consente il transito sotto al portico-ponte di ogni tipologia di veicoli compresi quelli dei Vigili del Fuoco.

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