Palazzo Vescovile - facciate - Saluzzo (CN)

studiobrunetti - Architetto Mario Brunetti

 

 

Diocesi di Saluzzo - CN

PALAZZO VESCOVILE DI SALUZZO - FACCIATE

Lavori di conservazione e restauro delle facciate esterne e del cortile interno e dei serramenti esterni

 

Le facciate prospicienti sulla via Volta, Piazzetta S. Maria, via Maghelona e cortile interno si presentavano prima dei lavori in avanzato stato di degrado per il consistente e diffuso distacco dei vari strati di tinta a calce che si erano stesi nel corso dei secoli oltre alla corposa sedimentazione di polveri di sporco depositate e impregnate in ogni parte. Il progetto aveva come scopo la ricerca e la valorizzazione del supporto originario che insieme alla rivitalizzazione funzionale dell’edificio doveva riportare l’edificio alla sue origini di splendore. Dopo una prima indagine stratigrafica condotta con l’ausilio di cestelli elevatori sulla facciata di via Volta si era giunti ad evidenziare, al disotto di diversi strati di tinta, la presenza di intonaci a marmorino con profilatura di elementi decorativi geometrici costituiti da fasce marcapiano, finte cornici, anteridi a grisaille e bugnati. Per le facciate prospicienti sulla Piazzetta S. Maria e su Via Maghelona si erano invece riscontrati supporti con finitura a marmorino coperti da strati di tinta a calce nei toni tendenti all’azzurro e al giallo. Anche per il cortile si era potuto valutare sulla parete di fondo che riporta lo stemma del vescovo, la presenza di intonaci lavorati a marmorino, mentre per il resto delle facciate interne si evidenziava un supporto con intonaco tradizionale senza motivi decorativi applicati o disegnati. Elaborato quindi il progetto di restauro decorativo dell’intero complesso, si procedeva, dopo il riscontro delle autorizzazioni delle Soprintendenze prot. N 18209 del 17.07.2000 al montaggio dei ponteggi esterni di facciata. Le facciate su via Volta, che avevano rilevato la presenza di supporti decorativi di qualità specifica, sono stati affidati a ditta specialistica in restauri artistici; le restanti facciate sulla P.tta S. Maria, via Maghelona e sul cortile interno, per le quali era richiesta una competenza qualificata edile finalizzata all’integrazione oculata di intonaci e stucchi a marmorino venivano consegnati a ditta di restauri edili. Si dette così l’avvio, con le autorizzazioni delle Direzioni Artistiche delle competenti Soprintendenze, alla prima fase di delaminazione delle vecchie tinte, molte delle quali risultavano di epoca recente e di stesura monocromatica nei toni di grigio verde e giallo spento e coperte da depositi di sporco. La parte basamentale, che si estendeva sulle vie e piazza era inoltre interessata da un esteso degrado dell’intonaco sottostante dovuto a risalita capillare che necessitava di essere sostituito con intonaco deumidificante avente le stesse caratteristiche di quello originario. Dopo una prima fase di pulitura, che aveva richiesto la rimozione di uno strato di circa 0.5 cm di rasatura e tinte a calce, risultava ormai evidente nella sua globalità la presenza di un complesso apparato decorativo a tromp l’oeil che comprendeva tutto il fronte dell’ex Palazzo Vescovile prospiciente su via Volta. Riportato alla luce l’intero programma iconografico voluto dal vescovo Giovanni Maria Tapparelli di Lagnasco, che fu precocemente coperto dopo la sua morte avvenuta nel 1581, costituito da un intonaco lavorato a marmorino con cornici e fasce marcapiano dipinte in finto marmo ed eseguite ad affresco e lisciate a stucco lucido, conci degli archi dei portici, anteridi, araldiche e motti del vescovo e della famiglia Tapparelli, oltre allo stemma dedicatorio raffigurante l’araldica di papa Gregorio XIII datato 1575, si procedeva all’intervento di restauro dell’intera facciata. In primo luogo veniva consolidato il supporto decorato e le parti decoese degli intonaci originari, ricostruendo a marmorino le porzioni limitate di intonaco mancante. All’interno delle finestre del primo e del secondo registro veniva eseguito un intonachino più ruvido in modo da differenziare le superfici originarie lucide da quelle in seguito modificate per la trasformazione e realizzazione di nuove aperture e la sostituzione dei serramenti originari. Le lacune dei decori di cornici e mostre delle finestre, le bugne angolari e i conci degli archi del portico sono state integrate con un colore grigio a calce in modo da evocare la presenza dell’originale pittura mancante e distinguersi nel contempo dagli elementi decorativi ancora presenti. Al termine dell’operazione è stato applicato un protettivo idrorepellente traspirante a protezione dal dilavamento meteorico pur consentendo la naturale traspirabilità del supporto sottostante. Procedendo verso la piazzetta S. Maria, sulla parete contigua ai portici della ex cappella di San Sebastiano, sono stati eseguiti i restauri dei dipinti murali posti sopra all’arco a sesto acuto dell’ex ingresso e all’interno della lunetta dell’arco scemo. La prima icona raffigura la Vergine con il Bambino, incorniciata da un ampio velario rosso che si collega idealmente con le cornici del portale sottostante. L’icona posta all’interno della lunetta dell’arco scemo, che costituiva l’ingresso alla ex cappella, illustra il martirio di San Sebastiano. Ai lati del portale medioevale sono state rinvenute le finestre originarie anch’esse a sesto acuto che abbiamo segnalato evidenziandole in sottolivello nel rispetto delle successive trasformazioni del XVIII e XIX secolo. Detti restauri sono stati eseguiti da restauratori di Beni Artistici che dopo una prima fase di pulitura e consolidamento dei supporti pittorici, sono intervenuti ad integrare le parti mancanti e ancora individuabili con la stesura di pigmenti in sottotono. A conclusione delle operazioni di restauro si è applicato un protettivo idrorepellente e traspirante. Le lacune del marmorino di finitura sono state integrate con materiale idoneo a calce e polvere di marmo, limitatamente alle zone interessate con successiva equilibratura e valatura circoscritta alla sola area di integrazione facendo riferimento al supporto originale circostante. Le facciate così restaurate conservano la patina del tempo sui fronti di via Volta e Piazzetta S. Maria, mentre per il fronte di Via Maghelona e per il cortile interno, non avendo riscontrato supporti a marmorino, bensì un intonaco a calce di tipo tradizionale, si è proceduto dopo la rimozione delle vecchie tinte, alla stesura di una velatura a calce nei toni del marmorino riscontrati sullo strato originale e presenti negli altri prospetti. Sul fronte di Via Maghelona, dopo un’attenta verifica della consistenza strutturale delle lastre dei balconi e dei relativi modiglioni, è stato necessario procedere alla loro sostituzione così come poi intrapreso anche per i ballatoi del cortile interno. Di fatto le lastre risultavano imbarcate e in più parti fessurate e con caratteristiche lapidee di ridotta consistenza, insufficiente a sopportare sovraccarichi di sicurezza tali da consentire l’accesso pubblico all’edificio. Un impegno rilevante è poi stato profuso per il recupero dei serramenti esterni delle rispettive facciate iniziato con il censimento sistematico e la schedatura tecnica di ogni elemento. L’esame del degrado condotto in modo accurato presso il laboratorio di restauro ha consentito di evidenziare ed eseguire, dove possibile, le riparazioni e le integrazioni necessarie per il recupero e la ricollocazione finale. Per la facciata di via Volta dove sono presenti le decorazioni tardo rinascimentali e le nuove aperture realizzate dal XVII al XIX secolo si è operata la scelta di restaurare le persiane esistenti lasciando in loco i cardini preesistenti ma di non ricollocarle sui fronti sulle vie e verso piazza in modo da consentire una migliore lettura architettonica dell’insieme. Per il cortile interno invece dopo il restauro sono state ricollocate come presenti prima dei lavori di restauro.

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