Pilone votivo - Ruffia (CN)

studiobrunetti - Architetto Mario Brunetti

 

 

Comune di Ruffia - CN

PILONE VOTIVO DELLA PIETA' E DELL'ASSUNZIONE DI RUFFIA

Lavori di conservazione e restauro

 

L’intervento conservativo del pilone votivo della Pietà e dell’Assunzione di Ruffia giunge dopo un’attesa durata decenni, nella quale si invocava, da parte delle Soprintendenze e degli storici locali, la necessità di procedere con tempestività ai lavori di restauro per interrompere il processo di degrado pittorico e strutturale che gravava sul monumento.

Di fatto prima di iniziare qualsiasi tipo di operazione o allestimento si dovrà tempestivamente procedere al consolidamento della pellicola pittorica degli affreschi in parziale e avanzato distacco dal supporto al fine di evitare vibrazioni e urti che potrebbero ulteriormente produrne il distacco di parti di pellicola pittorica e/o decorata attualmente in equilibrio precario per procedere alla salvaguardia dei bordi secondo le tecniche proprie degli interventi di restauro. Preventivamente a queste operazioni sarà necessario rimuovere le due grate presenti davanti alle nicchie affrescate stoccandole con cura presso il magazzino comunale dopo averle catalogate. Conclusa questa fase d’intervento d’urgenza si procederà alla risistemazione della copertura con la rimozione e lo stoccaggio dei coppi esistenti, la sostituzione eventuale della listellatura in legno dolce, il controllo degli elementi portanti e l’eventuale loro consolidamento strutturale. A tale proposito, per mantenere il controllo attuale delle pendenze del tettuccio, gli arcarecci esistenti verranno rimossi – se irrecuperabili – mediante lo smontaggio puntuale di ciascun elemento da sostituire con altri arcarecci in legno vecchio aventi le stesse caratteristiche di quelli originari. Le pendenze delle falde verranno mantenute come si presentano allo stato attuale con l’aggiunta di una gronda in rame di dimensioni contenute su tutto il perimetro della copertura e collegata ai due pluviali posti agli angoli nord e est e ancorate sul lato posteriore. Il manto in coppi verrà risistemato con l’utilizzo degli elementi ancora idonei e con l’aggiunta di coppi vecchi delle stesse dimensioni e forma. I coppi saranno ancorati sulla prima fila da elementi in rame ad elle e sul resto della copertura da elementi in rame ad esse a lunghezza variabile. Sopra al muro del pilone verrà collocata una membrana vapore per la protezione da eventuali sgocciolature dalla copertura per evitare infiltrazione all’interno del paramento. Verrà inoltre collocata tra la copertura e il muro del pilone sottostante una retina fine in pvc o in rame per impedire ai volatili di sostarvi e di lasciare i depositi organici che ne conseguirebbero.

Conclusi i lavori di sistemazione della copertura si darà corso alle opere di scavo perimetrale di risanamento, finalizzate ad allontanare l’umidità di contatto e di risalita proveniente dal terreno sottostante e circostante il manufatto. Durante il corso degli scavi sarà prevista l’assistenza dell’archeologo per poter individuare eventuali presenze di elementi di interesse storico artistico sepolti nel corso dei secoli.

Nel contempo sarà possibile rilevare l’effettiva consistenza statica delle fondazioni che consentirà di procedere – se necessario - ad eventuali interventi di rinforzo fondale e scongiurare futuri strapiombi del paramento.

All’interno degli scavi saranno collocate sopra le guaine in pvc butterate e in geotessuto le tubazioni di raccolta delle acque meteoriche e i cavidotti elettrici per la predisposizione dell’illuminazione notturna del pilone che verranno coperte con un riempimento drenante in ghiaia. Davanti agli altari è prevista la posa di lastre in pietra di Luserna di grande formato sistemate con giunti in terriccio per la crescita dell’erba alle quali sarà affiancata una pavimentazione in acciottolato di fiume che delimiterà lo spazio antistante il pilone. Sul lato posteriore sarà realizzato un piano inclinato del terreno che dalla quota di campagna salirà sino all’attuale altezza di zoccolo, preventivamente protetto dal contatto diretto sulla muratura con le opportune guaine e membrane antiradice, per impedire che detto ambito venga utilizzato da latrina con evidenti problemi che ne deriverebbero sulle murature e sugli affreschi.

Detto piano inclinato sarà allestito con la piantumazione di fiori adatti alle zone d’ombra o a ridotta esposizione solare. Intorno al pilone sarà garantito uno spazio non carrabile a prato che potrà essere definito dal tracciato della nuova strada attualmente in uso con l’ausilio di dissuasori di traffico o di elementi di arredo idonei al contesto monumentale che, data la peculiarità dell’edificio, dovranno essere concordati con le competenti Soprintendenze. Si auspica la possibilità di rimuovere il palo di sostegno della linea elettrica sistemato a pochi metri a nord del pilone. Per questo dovrà essere prodotta richiesta all’Ente erogatore valutando le alternative possibili.

Le opere edili così concluse daranno corso alla seconda fase delle operazioni di conservazione e restauro delle opere affrescate presenti sui due fronti principali.

Si procederà quindi, dopo il controllo delle operazioni di consolidamento della pellicola pittorica effettuate prima dell’inizio del cantiere edile, al fissaggio della pellicola pittorica mediante resina acrilica in emulsione acquosa al 3-5% con acqua di calce. Seguiranno le fasi di accurata pulitura meccanica e manuale - eseguita a secco -della superficie interessata dallo sporco depositatovi nel corso dei secoli dopo la verifica della tecnica più idonea dedotta a seguito di specifiche prove a campione. La fase successiva sarà rivolta all’eliminazione dei sali solubili presenti nel paramento e sul supporto affrescato mediante l’applicazione ripetuta di impacchi di acqua distillata e deionizzata con polpa di cellulosa. Conclusa l’eliminazione dei sali sui vari supporti si potrà procedere all’integrazione delle lacune di intonaco presenti all’interno della superficie affrescata con l’utilizzo di malta di grassello di calce e sabbia di fiume esente da sali e addizionata a polvere di marmo ad imitazione fedele dell’intonaco esistente originale. Anche le parti delle lesene che presentano estese abrasioni e lacune di intonaco saranno integrate con malta di calce idraulica e sabbia di fiume lavata accuratamente avendo cura di assortire la granulometria degli inerti secondo la campionatura presente nelle parti ancora esistenti. Per queste operazioni dovranno essere eseguite specifiche campionature da porre all’approvazione delle competenti Soprintendenze. La risistemazione degli elementi aggettanti in cotto in più parti rotti e mancanti, a causa dei ripetuti urti subiti per il passaggio di mezzi agricoli, verranno integrati con elementi in cotto lavorati e sagomati mediante fresatura o a stampo ad imitazione di quelli esistenti. La diversa lavorazione superficiale renderà distinguibili le parti originali – che dovranno essere mantenute con la patina del tempo attraverso una pulitura non troppo approfondita - da quelle ricostruite, garantendo nel contempo una visione complessiva più equilibrata del manufatto insieme ad una chiara leggibilità delle aree di nuova realizzazione. La fase finale interesserà l’integrazione pittorica a tono e/o a sottotono con colori ad acquerello e aggiunta di legante per esterni, sotto la diretta sorveglianza e indicazioni delle competenti Soprintendenze. Con la stesura finale di protettivo idrorepellente in soluzione acquosa e percentuali concordate preventivamente con la Direzione Artistica delle Soprintendenze si porrà termine alle opere di conservazione e restauro del Pilone.

 

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